La giacca più bella: il Doppiopetto

Il vero gentlemen non esiterà un attimo a selezionare una 4×2 o 6×2. La giacca doppiopetto è, fra tutte, quella più elegante e bella da indossare. Tra gli anni venti e trenta, la giacca incrociata si trasforma nell’indiscutibile protagonista, e verrà ribattezzata giacca Kent , in onore del Principe Jorge, conosciuto anche come Duca di Kent, divenuto un’icona di quella generazione. Il Blazer Kent si distingue per essere una 4×2, cioè, una giacca con quattro bottoni di cui solo due abbottonati, o meglio ancora uno. Questa tipologia di abbigliamento è diventata ancor più popolare dopo il film “Wall Street”, in cui Michael Douglas, nel ruolo di Gordon Gekko, indossa simil capo in maniera, a dir poco, eclatante.2672.5  42612.2

Le Bretelle

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È difficile resistere al fascino delle bretelle, la cui nascita è collocata dagli storici dell’abbigliamento addirittura nel 1700 (l’origine del nome è francese e rimanda al concetto di stringere, premere, intrecciare). Da allora questo accessorio è stato declinato in numerosi materiali (cuoio, corda, cotone, velluto, gomma), rispondendo allo scopo di sorreggere e mantenere a un’altezza costante e appropriata i pantaloni maschili.

Le bretelle delle quali ci occupiamo in questo breve scritto sono, ovviamente, quelle destinate ad agganciarsi a bottoni cuciti all’interno dei pantaloni. Riteniamo invece di poter trascurare quelle con la chiusura “a clip”, forse più pratiche ma sicuramente prive di reale interesse dal punto di vista estetico e dell’eleganza maschile. Vale, per esse, lo stesso approccio che induce l’uomo di stile a preferire i bottoni sulla patta dei pantaloni, relegando nel dimenticatoio la chiusura lampo.

Le bretelle consentono di tenere il pantalone perfettamente adagiato lungo la gamba e di fargli toccare la scarpa in un punto costante, indipendentemente dai movimenti e dalla circonferenza della pancia. Nel caso di pantaloni da abito completo, sarà opportuno considerare l’ipotesi di eliminare completamente i passanti, onde evitare la tentazione di usare la cintura. Quest’ultima potrà invece essere alternata alle bretelle nel caso di pantaloni destinati a spezzati. Avrà invece campo libero sui pantaloni estivi, da portare con la sola camicia.

Le bretelle rappresentano un complemento essenziale dell’abito a giacca e, in età classica, costituivano lo strumento pressoché esclusivo per sorreggere i pantaloni. L’immancabile presenza del panciotto, o gilet, tuttavia, le condannava all’invisibilità. Ciò permetteva di agganciarle a bottoni che venivano cuciti sulla parte esterna del cinturino dei pantaloni (cosa che alcune prestigiose sartorie fanno ancora oggi, per alcuni abiti per i quali il panciotto è indispensabile, come il morning coat).

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Il tramonto del gilet, più o meno intorno alla metà del secolo scorso, ha determinato il progressivo abbandono delle bretelle in favore della cintura. L’avvento dei jeans ha dato il definitivo colpo di grazia all’armonia e all’eleganza della figura maschile.

Queste linee di tendenza, affermatesi come nuovi codici dell’abbigliamento maschile, non hanno impedito, per fortuna, che il punto naturale di vita dei pantaloni e l’uso delle bretelle sopravvivessero, trovando cultori attenti in ogni parte del mondo. Un contributo meritorio, in questo senso, è venuto dalla cultura anglosassone e, soprattutto, dagli Stati Uniti, dove le bretelle hanno conosciuto momenti di autentica gloria grazie ad alcune sapienti caratterizzazioni nel mondo dello spettacolo: si pensi al Gordon Gekko del film “Wall Street”, la cui figura rimane indissolubilmente legata alle bretelle indossate dall’attore Michael Douglas; o, ancora, al presentatore e “anchor man” Larry King, che ha fatto delle bretelle un tratto distintivo del proprio personaggio televisivo.

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Oggi troviamo in commercio svariati tipi di bretelle. Al fine di fornire utili suggerimenti per orientarsi nella scelta, possiamo distinguerle in base agli attacchi, nonché al materiale, alla larghezza della fettuccia e al colore.

Gli attacchi possono essere in cuoio, pelle, budello o tessile. Nel primo caso, le bretelle saranno senz’altro di tono sportivo e accompagneranno egregiamente abiti dello stesso tono, spezzati o nei classici tessuti per l’aria aperta. Sul versante opposto si collocano gli attacchi in tessile, solitamente gros grain, abbinati a bretelle in seta, perfette per abiti più formali. Un discorso a parte va fatto per il budello, bianco o naturale, ormai fuori produzione, che – prima di essere sostituito con più comune pelle bianca o nera – accompagnava splendide bretelle in feltro colorato, molto usate in Inghilterra sotto giacche di tweed o altre lane pesanti e matte. Si tratta delle cd. Boxcloth, le cui fettucce dai colori forti, regolabili sul davanti, sono spesso lasciate disinvoltamente lunghe da molti eleganti.

Quanto al materiale, vi sono bretelle interamente in fibra elastica e bretelle rigide, che hanno l’elastico solo nel tirante posteriore. Se le prime sono molto più comode a indossarsi, considerando che quando ci si siede la tensione delle fettucce può essere fastidiosa, non c‘è dubbio che la palma dell’eleganza vada alle seconde, spesso di seta luminosa e multicolore.

La larghezza della fettuccia andrebbe posta in relazione con la corporatura, la stagione e il peso del tessuto. In estate, infatti, è preferibile ridurne al minimo lo spessore e la larghezza, in modo da attenuare la sensazione, alquanto fastidiosa, di avere un altro capo addosso, tra la camicia e la giacca. Gli abiti invernali di peso elevato si giovano senz’altro, invece, di bretelle larghe e spesse. Notevole, in questi casi, è l’effetto delle già citate Boxcloth.

Quanto ai colori, non sembrano esservi, nelle scelte dell’uomo di stile, limiti particolari: fantasie, anche azzardate, strisce regimental, tinta unita, tutto è concesso lungo i binari del buon gusto, ovviamente. Non sottovaluterei, ad esempio, il potere benefico sull’umore e sulla sicurezza di sé, di un paio di bretelle in colori forti e decisi, il cui balenare improvviso all’apertura della giacca può riscaldare una grigia giornata o ridimensionare un’avversa circostanza.

E’ diffusa, in molti gentiluomini, la tendenza ad adottare bretelle colorate anche sotto lo smoking. Questo vezzo, che spesso si estende anche alla pochette, non è affatto criticabile, a patto che non se ne abusi. Le bretelle da smoking più corrette, infatti, sono bianche di moiré, cioè con la superficie percorsa da venature simili a quelle del legno, e con attacchi in tessile dello stesso colore. Ciò al fine di mantenere salda e incorruttibile la drammaticità del contrasto bianco/nero di una tenuta in black tie.

 

LA POCHETTE – Istruzioni per l’uso

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La Sciarpa

SciarpaL’accessorio che evidenzia il carattere e la creatività di un uomo è la sciarpa. In un tessuto fantasioso per chi è originale, in un leggero cashmere per l’uomo d’affari o in maglia intrecciata per lo sportivo, la sciarpa più che per coprire, negli ultimi anni è diventata un vezzo seducente impiegato per esprimere la propria personalità. Tant’è che oggi è sempre più presente nel guardaroba di un uomo. Per la scelta della dimensione e della tipologia della sciarpa, si deve tenere ben conto della corporatura: gli uomini minuti devono evitare le versioni a maglia grossa, mentre chi ha un fisico slanciato fa bene a puntare sui colori sgargianti. Di seguito tre modi per legarla al collo:

SEMPLICE – Si gira intorno al collo e si annoda in modo che gli estremi della stessa coincidano. Questa modalità si sposa bene con un giubbotto sportivo.

ALLA FRANCESE – Si piega in due per la lunghezza, si forma un’asola centrale dove si infilano le due estremità. Ottima scelta su un elegante cappotto.

GIRO E NODO – Si tratta di giurare la sciarpa due volte intorno al collo effettuando un nodo frontale e lasciando cadere i lembi in direzioni opposte. L’ideale per un abito sartoriale.

Tendenze Moda

Candido-Lubiam

Tessuto a spina di pesce

spina di pesce2Definizione di una particolare armatura del tessuto, in cui i fili vengono intrecciati diagonalmente. Per ottenere il tipico effetto spinato, la direzione dell’intreccio viene cambiata a intervalli regolari, creando una struttura a zigzag. La spina di pesce può essere leggera o pesante. Quella sottile grigia è classica per gli abiti d’affari, mentre quella pesante di tweed viene utilizzata per le giacche sportive.

La Camicia

59La camicia da uomo ha antiche origini. L’attuale forma ha preso avvio solo alla fine del XIX secolo. Nel 1871 la ditta Brown Davis & Co di Aldermanbury presentò un modello con l’abbottonatura davanti. Fino ad allora infatti la camicia veniva infilata dalla testa, nonostante da tempo si fosse affermata come capo d’abbigliamento. Fino al XIX secolo fu considerata un capo intimo e veniva indossata sotto una sopravveste con il solo collo che spuntava fuori. Considerando che tuttora si ritenga una mancanza di stile togliersi la giacca se non sia stato richiesto, si può ben capire che la camicia non può dissimulare la sua vera origine, e sarebbe impensabile per un presidente o un re presentarsi in maniche di camicia in circostanze ufficiali. Fino a tutto il XIX secolo la camicia bianca era considerata simbolo di agiatezza; solo le persone ricche si potevano permettere di lavare regolarmente le loro camicie e di possederne un discreto numero per poterle cambiare di frequente. 39La camicia bianca all’epoca poteva essere indossata solo da un gentleman, ovvero un appartenente all’alta borghesia che si poteva permettere di vivere di rendita. Le camicie rigate fecero la loro apparizione solo all’inizio del XX secolo, e non furono da subito accettate come parte del classico abbigliamento cittadino da lavoro. Quelle a quadri, addirittura, era considerato fossero destinate a nascondere eventuali macchie di sporco. Il compromesso si trovò con camicie colorate munite di colletto e polsini bianchi; si tratta di un tipo di camicia tuttora frequente anche se l’eleganza di una camicia bianca resta ineguagliata. La forma del colletto è un importante segno distintivo dello stile di ogni camicia. I colletti da subito furono di diversi tipi, anche se comunque la distinzione principale era quella tra colletto alla coreana e colletto rovesciabile. Fino all’inizio del XX secolo il colletto alla coreana era il più utilizzato. La misura del collo era proporzionale alla grandezza del colletto. Con il passare del tempo il collo alla coreana venne sostituito da quello rovesciabile e, verso gli anni Trenta, si iniziò ad usarlo solo con smoking o frac. Entrambe le tipologie di collo potevano presentare una variante rimovibile, ed era quindi possibile lavare il colletto tutti i giorni risparmiando il resto della camicia. E’ chiaro che ciò non riguardava chi poteva permettersi di far lavare le proprie camicie tutti i giorni. Un ulteriore vantaggio del collo staccabile era quello di poterne variare la forma e di dare così l’idea di possedere tante camicie diverse. Dopo la prima guerra mondiale la camicia non ha subito variazioni di rilievo a parte il fatto che negli anni Sessanta è stato introdotto il taschino, ma le camicie classiche ne sono prive, tant’è che nessuno ha ancora compreso che cosa debba contenere.

“Cravatte Settepieghe”

94Le cravatte più pregiate sono quelle in pura seta, anche se l’etichetta 100% seta non dice la verità. Infatti sarebbe giusto che la dicitura fosse “esterno 100% seta”, perchè anche le più belle cravatte hanno un interno realizzato con materiale diverso. Comunque esistono cravatte che sono da considerarsi effettivamente “100% seta”, e sono denominate cravatte settepieghe (in inglese “seven fold ties”). Sono dei veri e propri capolavori vista l’abbondanza di materiale adoperato per la loro realizzazione: un quadrato di pura seta ripiegato ben sette volte per ottenere la forma di una cravatta. Non vi è altro inserto o imbuttitura estranea nella settepieghe, ma solo ed esclusivamente seta. Si tratta del non plus ultra delle cravatte.

Le stoffe da camicia

tessuto camicie3Il batista

Il batista è il tessuto più leggero ottenuto con fili sottili e pregiati. Il batista svizzero è quello ottenuto con il cotone makò.

Il popeline

Il popeline è il tessuto cttenuto intrecciando fili di ordito più sottili con fili di trama più spessi. Il filo di trama è quello che caratterizza il tessuto.

Oxford

L’oxford è un tipo di armatura grezza che produce un tessuto morbido e allo stesso tempo molto resistente. Si realizzacon l’intreccio di fili colorati e fili bianchi. Il cotone permette varie combinazioni, ma risulta sempre meno elegante e formale dei precedenti batista e popeline.

tessuto camicie2Il Royal Oxford

Il Royal Oxford è comunemente chiamato Oxford rasato ed è una versione più fine del tessuto oxford. L’armatura è sempre di fili colorati e grezzi, ma più fini. Con l’oxford rasato si ottengono camicie più morbide e setose di quelle in oxford “normale”.

IlSea Island

Il Sea Island è la qualità pregiata e quindi più costosa. E’ tessuto con un numero di fili superiore. Mentre nel popeline abbiamo circa cento fili per pollice quadrato, il Sea Island ne è composto da circa centoquaranta. Le righe ed i quadri in questa stoffa sono più marcati e gli stessi colori appaiono intensi e vivaci.

Il twill

Il twill ha un’armatura diagonale, simile a quella del cotone per pantaloni. Il suo riflesso opalescente regala un tono interessante alle camicie unite.

tessuto camicieIl pinpoint

Il pinpoint o giro inglese è una via di mezzo tra il popeline e l’oxford. Il cotone a filo lungo è ritorto e solo il filo di ordito è colorato.

Il Twill a spina di pesce

Si tratta di uno stretto parente del twill. In ambedue i tessuti i fili sono intrecciati in diagonale. Il tipico effetto a spina di pesce si ottiene dalla direzione di filatura che viene invertita all’incirca ogni mezzo centimetro ottenendo così un disegno a zigzag.

tessuto viyellaFlanella

La flanella di cotone si utilizza perlopiù per camicie sportive. E’ facile trovarla nell’unito, a quadretti ed a scacchi scozzesi. La flanella di cotone europea più celebre è quella con il quadretto Tattersall come raffigurato a fianco.

Viyella

Un altra stoffa per camicie sportive è la Viyella. Si tratta di un tessuto misto che unisce alla vestibilità del cotone il calore della lana. Anche con la Viyella si confezionano bellissime camicie a quadretti Tattersall.

Il Bottone slacciato

5Inizialmente si potrebbe pensare che manchi un bottone, però sotto ci accorgiamo che c’è, ma è sbottonato, e non del tutto casualmente. Chi indossa la giacca non si è certamente arrotolato le maniche della camicia e della giacca per lavarsi le mani e poi si è dimenticato di chiudere l’ultimo bottone della manica, anche se lo si potrebbe pensare. Nessuno si dimenticherebbe di allacciare la camicia o il cappotto. Chi sbottona la manica della giacca è per far capire a chi l’osserva che lui può sbottonare la giacca perchè le asole sulle maniche sono vere. Questo accade solo con abiti di buona qualità. Quindi il suo è un abito di buona fattura. E’ vero che le asole aperte sulle maniche della giacca non sono il particolare più importante di un abito, ma almeno è il più vistoso. Motivo per cui il bottone viene slacciato.